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La Parola del Parroco

Dopo la Messa di prima Comunione …
Nel precedente numero di Comunità in Cammino ben 4 pagine sono state dedicate alla Celebrazione del Sacramento dell’Eucaristia – più comunemente chiamato Prima Comunione – nella nostra Comunità Pastorale. Due pagine sono state dedicate alle foto dei 4 gruppi di bambini e bambine del 3° anno del Catechismo dell’Iniziazione Cristiana che hanno vissuto questo rito, e nelle altre due pagine abbiamo raccolto alcuni pensieri, emozioni, riflessioni di alcuni di loro o dei loro genitori.
Domenica scorsa ero in Chiesa a San Remigio, prima della Messa delle 10.30: guardavo e ri guardavo queste foto, leggevo e rileggevo i loro pensieri, ma di loro nessuna traccia, e nemmeno nelle altre messe dell’ultima domenica di giugno.
Certamente è stata una domenica molto calda (abbiamo raggiunto i 38° gradi) e molte famiglie sono ‘scappate’ da Vimodrone per trovare un luogo più fresco e più vivibile. Certamente siamo in estate e sono ormai diversi anni che le Parrocchie e le Comunità Pastorali sanno bene che rivedremo questi bambini e le loro Famiglie alla ripresa della scuola o, più realisticamente, alla ripresa del catechismo.
Queste poche righe non hanno la pretesa di rispondere alla domanda dei motivi – tanti e complessi – della rilevante disaffezione che da anni attraversa la realtà adulta e giovanile nei confronti della pratica della fede cristiana. Vorrei solo inserire questa situazione – che non ha precedenti nel contesto europeo e soprattutto italiano – in un contesto più ampio, così che smettiamo quanto prima di terminare la messa della domenica e iniziare subito a dare la colpa ai genitori e ai ragazzi di non essere presenti alle celebrazioni.
Inizio questa riflessione ricordando che, soprattutto nei nostri contesti familiari e oratoriani, l’interrogativo più promettente non è quello di dare risposta alla ‘situazione’ che è davanti ai nostri occhi: vengono per la Prima Comunione e poi ‘spariscono’! Il problema vero è che non si è mai riusciti ad affezionarli alla Messa. Cosa succede durante l’Iniziazione Cristiana di questi ragazzi? A quale esperienza di fede riusciamo a portarli? Quali gesti della fede siamo in grado di suscitare in loro e nelle loro famiglie?
Devo dire che spesso proprio negli ‘ambienti’ più vicini a loro sentiamo risposte come la seguente: non vanno più a Messa o al catechismo perché non sono formati bene, non sono consapevoli e preparati… È vero? Ma è sufficiente questa ri sposta? Senza dubbio non manca – da parte nostra – quello che è un vero e proprio ‘accani mento terapeutico’ nel chiedere di venire alla celebrazione, nel partecipare alla Messa, nel viverla con l’attenzione necessaria. Tutto questo mentre chiediamo a tutti i ragazzi di ‘fare qualcosa’, an che piccola, così che la maggior parte di loro sia coinvolta nella celebrazione.
Termino con una osservazione, mentre mi impegno a riprendere questo ‘argomento in uno dei prossimi numeri. Mi sembra che a introdurre efficacemente alla Messa della domenica siano an cora le dinamiche affettive di amicizia e di fiducia, e ultimamente di gruppo, più che la performance del prete o della catechista. Dinamiche che dobbiamo riprendere con saggezza, insieme alla ri scoperta che anche Dio ha scelto di ‘parlare come ad amici’ come più di 60 anni fa ci ha ricordato il Concilio Vaticano II.
Don Maurizio




